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Il grande disagio del 18 Novembre 2022

Speravo di aver trovato una casa social tranquilla, poco inquinata dal trash mainstream. Mi stavo arredando il salotto, con cura e meditata lentezza, quando hanno fatto irruzione spaccando la porta a calci. Calci pesanti di anfibi impietosamente sporchi di fango.

A horde of haters invades a peaceful home - AI Generated
Un'orda di haters invade una casa pacifica. Immagine generata da IA.

Sono entrati e hanno iniziato a spaccare mobili, quadri e libreria nello studio. Ho provato ad accogliere, a consigliare, a spiegare, a mettere a loro agio persone che nemmeno sapevano perché si trovavano lì.

Credevano che Twitter sarebbe stato chiuso entro la serata, qualcuno era davvero disperato, perso, incredulo. In molti si chiedono tutt’ora come fare per trovare qualcuno da seguire. La più ingenua e diretta confessione dell’incapacità di scegliere da soli ciò che vale e ciò che non vale la pena, il desiderio che qualcuno dica loro quale opinione avere, quali piatti provare, quali ristoranti preferire… e vivere all’ombra di questa pseudo-autorità accontentandosi di un opaco riflesso dell’accecante luce del sedicente influencer.

Tanta tristezza e laica pietà. Sono sempre indeciso se sia eticamente corretto spremere queste persone (un pò alla Wanna Marchi e Maestro Do Nascimiento) oppure no… ma questo è un altro discorso; ciò che ho fatto è stato cercare di accoglierli, consigliarli, rispondere ancora, ancora, ancora e di nuovo alle stesse domande, per qualche ora.

Altri poi sono seguiti.

Non erano più spaesati, ma quasi organizzati. Era tutto lento, vecchio, buggato, gli admin si dovevano sparare…

Parlavano di mettere a ferro e fuoco, di sommergere di trash un luogo anacronistico, di “fatece largo che passamo noi”…

Hanno iniziato a spammare, bestemmiare, offendere per provare i limiti di tolleranza e rispetto di cui la mia casa andava fiera…

Un mio caro amico sociologo potrebbe scrivere diversi saggi se avesse vissuto questo pomeriggio di fuoco. I comportamenti sociali delle masse virtuali, sono esacerbati, violenti e irresponsabili tanto quanto, se non più, quelli delle masse fisiche. Il poter agire senza conseguenze fa emergere il peggio della brutalità del subconscio, fa in qualche modo risvegliare una sensazione di ebbrezza radicata nella prevaricazione e nel sopruso dei giusti.

Ovviamente non tutti quelli che oggi sono arrivati su mastodon.uno sono dei teppisti, ci sono certamente persone che vale la pena scoprire e seguire, e col tempo forse le potrò conoscere e apprezzare. Ma non oggi. Oggi era la difesa della “barriera”.

L’unica spiegazione che riesco a darmi, è che pochi sconsiderati riescano a smuovere masse di zombie senza arte né parte a fare terra bruciata di qualunque luogo reale o virtuale. Mi chiedo se la spinta a questa impunibile inciviltà la fornisca l’ancestrale paura di scoprirsi sensibili e vulnerabili, deboli e difettosi, soli e mal consigliati, oppure se sia un totale e angosciante terrore di ciò che ci è estraneo e ignoto, e che distruggendolo non è più necessario fare uno sforzo per comprenderlo, non è più necessario minacciare le proprie convinzioni.

Ma ecco che non appena lo scrivo e ci rifletto capisco che non sono più due spinte diverse, ma sono la stessa, solita, banale e abusata ignoranza. Il non voler conoscere, il non voler sapere, il desiderio di vivere con la benedizione dell’ignoranza.

Quella che fa bruciare i libri, quella delle shitstorm, quella della post-cultura.

Ma la mia casa è ancora in piedi. E pazientemente inizio a raccogliere i cocci e riordinare, in attesa della prossima ondata.

#ripTwitter #longLiveMastodon

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